Spiagge: nessuna località della Tuscia ottiene la bandiera blu
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La Tuscia fuori dai lidi più belli e attrezzati, almeno secondo la Fee, Foundation for Environmental Education. Nessuna spiaggia della provincia di Viterbo tra quelle premiate con la bandiera blu.

La Tuscia fuori dai lidi più belli e attrezzati, almeno secondo la Fee, Foundation for Environmental Education. Nessuna spiaggia della provincia di Viterbo tra quelle premiate con la bandiera blu.

Molti i parametri che vengono presi in considerazione prima di assegnare il riconoscimento: dalla qualità dell’acqua fino alle percentuali di raccolta differenziata.

Nella nostra regione, come lo scorso anno, sono otto le località che possono far sventolare l’ambita bandiera. Non molte, considerando i chilometri di costa presenti.

Sette sono in provincia di Latina: Sperlonga ( che ottiene la bandiera blu per il ventesimo anno consecutivo) Ponente/Lagolungo, Bazzano /Levante, Latina-Latina Mare, Gaeta- Arenauta, Ariana, Sant‘Agostino, Serapo, Terracina-Levante, Ponente, Ventotene-Cala Nave, San Felice Circeo-Litorale, Sabaudia-Lungomare.
Una in provincia di Roma, Anzio-Riviera Levante, Riviera Ponente/Colonia/Bella Rosa/Lido dei Gigli/Lido dei Pini/Lido di Lavinio/Mare Chiaro/Tor Caldara.

Nel resto d’Italia, la Liguria ottiene 27 bandiere, seguita dalla Toscana con 19, poi le Marche a quota 17. Nessuna lago del Lazio premiato con la bandiera blu.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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