“Spartan race, gli organizzatori si sono rivolti altrove per il silenzio dell’amministrazione”
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ORTE - Il partito democratico interviene sulla cancellazione della manifestazione sportiva nel comune.

ORTE – Il partito democratico interviene sulla cancellazione della manifestazione sportiva nel comune.

“Apprendiamo a mezzo stampa che nel 2021 lo Spartan race non sarà più ad Orte con il grande sconforto e rabbia delle migliaia di partecipanti che arrivavano da ogni parte del mondo, considerando la tappa Ortana tra le più belle del circuito.

Dal 2015 Orte il 25 aprile si vestiva di sport e gente. Il 2020 causa Covid-19, come era ovvio che fosse, l’appuntamento del 25 aprile è stato stoppato.

Nonostante questo, leggiamo, gli organizzatori dello Spartan hanno tentato in questi mesi di contattare ripetutamente l’amministrazione comunale per prendere accordi prima per un possibile appuntamento ad agosto e successivamente per l’ eventuale appuntamento di aprile.

Non entriamo nel merito “Spartan race sì o no” ad aprile, perché sappiamo bene che lo svolgimento dell’evento è fortemente condizionato dall’evoluzione della pandemia, sul cui contenimento ora sono concentrati tutti gli sforzi istituzionali al fine di tutelare la salute dei cittadini.

Ci rammarica apprendere che l’amministrazione non ha mai risposto a nessun tentativo di comunicazione degli organizzatori dell’ evento, né telefonica né tramite mail Pec.

Questo silenzio ha fatto desistere gli organizzatori della Spartan che quindi si sono rivolti altrove, cancellando Orte dal circuito.

Un’occasione persa per Orte in termini di visibilità e opportunità. Forse, dato l’elevato numero di esemplari che gravitano nel centro storico, risulterà più efficace la comunicazioni tramite piccioni.

Il sindaco dovrebbe essere meno impegnato nei social e più presente negli uffici di competenza”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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