Spartan Race, 3700 atleti si sono sfidati a Orte. Vincono gli slovacchi, brilla il viterbese Federico Tonnicchi
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In 3mila e 700 si sono dati appuntamento a Orte per l'edizione 2015 dello Spartan Race. Un evento che ha portato nel piccolo paese della Tuscia circa 5mila persone. Una vera e propria manna dal cielo per le strutture ricettive. Vincono gli slovacchi, brilla il viterbese Federico Tonnicchi.

Hanno sgomitato nel fango, strisciato a terra e scalato ostacoli. Alla fine lli slovacchi Tereza Klimesova e Peter Ziska, del team Xtreme Obstacle Runners, e lo spagnolo Luis Barbe Llagosteria sono risultati i vincitori dello Spartan Race di Orte.

Klimesova e Ziska si sono aggiudicati la prova Spartan Super (13 chilometri e 27 ostacoli); Barbe Llagosteria si è classificato primo nella prova Spartan Sprint (5,6 chilometri e 13 ostacoli). Tra i partecipanti della batteria “Elite” di entrambe le gare, sono stati premiati i primi tre uomini e le prime tre donne.

Al di là della corsa ad ostacoli numero uno al mondo, approdata in Italia un anno fa a Roma, ha fatto registrare un nuovo record a Orte, debutto italiano del 2015 della manifestazione, con un incremento del 27% nelle iscrizioni, chiamando a raccolta oltre 3.700 atleti.

Il percorso di Orte, inoltre, ha fatto trovare alla gara una nuova dimensione nei boschi, nella campagna, nei vigneti e nel centro della città antica di Orte.

La classifica ufficiale mostra una crescita nella partecipazione di atleti internazionali che dominano i podi. Come i risultati sottolineano, al di là dei vincitori, c’è chi vanta ottimi piazzamenti in entrambe le specialità, come per Bethany Holland e Lluis Barbe Llagosteria.

Gli slovacchi lasciano intendere di avere un movimento in grande espansione, e gli italiani brillano grazie al viterbese Federico Tonnicchi e al tandem formato da Ilaria Paltrinieri e da Silvia Farina.

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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