Spaccio di droga nei boschi della Tuscia: arrestati tre marocchini ad Acquapendente
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Intorno alla tenda da campeggio un bivacco pieno di rifiuti, caratteristica di questo tipo di piazze di spaccio. Sequestrati 4 grammi di hashish, quattro bilancini e materiale per il confezionamento delle dosi. Rinvenuti e sequestrati una falce, una roncola, un coltello a serramanico e una mazza di ferro.

ACQUAPENDENTE – Smantellata una piazza di spaccio messa in piedi nei boschi del Viterbese. I carabinieri hanno arrestato tre marocchini, sorprendendoli a dormire in una tenda nel fitto della vegetazione in località Puntanello nell’Aquesiano. Un vero e proprio accampamento finalizzato allo smercio di droga lontano da occhi indiscreti.

I militari, il 15 gennaio scorso, coordinati dalla compagnia di Montefiascone con il supporto del nucleo operativo e radiomobile e delle stazioni di Acquapendente, Grotte di Castro, Bolsena, Onano, San Lorenzo Nuovo e Bagnoregio, miravano a individuare bivacchi nelle aree boschive destinati ad attività illecite connesse con lo spaccio di stupefacenti, contrastando un fenomeno che interessa anche altri ambiti del territorio.

Intorno alla tenda da campeggio un bivacco pieno di rifiuti, caratteristica di questo tipo di piazze di spaccio. Sequestrati 4 grammi di hashish, quattro bilancini e materiale per il confezionamento delle dosi. Rinvenuti e sequestrati una falce, una roncola, un coltello a serramanico e una mazza di ferro.

I tre marocchini sono stati segnalati alla prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti ee denunciati per spaccio di sostanze stupefacenti, possesso di armi e oggetti atti a offendere e resistenza a pubblico ufficiale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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