Sottosegretario alla Difesa francese a Viterbo per ricordare l'eroe di guerra Hubert Amyot d'Inville
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VITERBO - Il comandante del primo Reggimento dei Fucilieri di Marina perse la vita a causa dell'esplosione di una mina mentre viaggiava a bordo di una jeep con alcuni commilitoni tra Montefiascone e Viterbo.

VITERBO – Il sottosegretario alla Difesa francese Patricia Mirallès a Viterbo per la cerimonia in onore dell’eroe di guerra Hubert Amyot d’Inville

Giornata emozionante a Viterbo quella di ieri 18 maggio per l’omaggio che la comunità e le istituzioni viterbesi hanno tributato alla memoria di Hubert Amyot d’Inville, ufficiale dell’Esercito francese, caduto nel giugno del 1944 alle porte di Viterbo. La sindaca Chiara Frontini e il consigliere delegato ai rapporti con le forze armate Giancarlo Martinengo hanno accolto il sottosegretario di Stato alla Difesa francese Patricia Mirallès con cui hanno preso parte alla cerimonia, sulla Cassia nord, al termine della quale è stata scoperta una lapide in onore del capitano di fregata, comandante del primo Reggimento dei Fucilieri di Marina, Amyot d’Inville, che perse la vita a causa dell’esplosione di una mina mentre viaggiava a bordo di una jeep con alcuni commilitoni tra Montefiascone e Viterbo.

Insieme al sottosegretario Mirallès, la delegata alla memoria della prima Divisione Francese Libera Marie Helène Chatel. I rappresentanti istituzionali hanno scoperto la targa che ricorda il valore militare dell’ufficiale per poi procedere con la deposizione delle corone di alloro. Presenti alla cerimonia anche il contrammiraglio francese addetto alla difesa Jerone Theillier, il luogotenente Antonio Ciminna, vicepresidente nazionale in rappresentanza del capitano di vascello Paul Henri Desgrèe du Lou e Raffaele Moncada, ex ufficiale di complemento dell’Esercito e studioso di storia militare.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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