Sotto piazza del Comune rinvenute 50 tombe longobarde, dal 14 aprile ripartiranno i lavori di pavimentazione della piazza
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VITERBO - La Soprintendenza auspica di poter restituire alla cittadinanza quanto emerso nelle indagini, attraverso un racconto multimediale.

VITERBO – In questi giorni si stanno concludendo le operazioni di documentazione di quanto emerso nelle indagini preventive ai lavori di riqualificazione della pavimentazione di Piazza del Plebiscito e, contestualmente, si stanno predisponendo tutte le operazioni di copertura delle importanti evidenze archeologiche emerse, così da restituire l’area di cantiere già a partire da lunedì 14 aprile al Settore VI – Lavori pubblici e manutenzioni del Comune di Viterbo.

“Le evidenze archeologiche emerse in questo cantiere sono molteplici e restituiscono uno spaccato della vita quotidiana in questa importante parte della città storica – spiega in una nota la Soprintendenza -.

Gli scavi hanno permesso di individuare il cimitero della chiesa di sant’Angelo in Spatha, ad oggi
noto solo dalle fonti documentali. Sono state individuate 45 deposizioni sia maschili che femminili disposte su più livelli e 5 tombe riferibili a bambini. Le sepolture deposte in una fossa semplice, in alcuni casi rivestite e coperte con tegole, non hanno restituito materiale di corredo come consuetudine nel periodo medievale.

Inoltre sono emersi importanti resti di murature che ci restituiscono una diversa forma di occupazione e organizzazione dello spazio urbano, precedente la creazione della grande piazza così come oggi la possiamo vedere, mentre la presenza di numerosi tratti di condutture rimandano alla continua stratificazione di questo segmento della città storica.

In considerazione dell’impossibilità di poter lasciare in vista le evidenze archeologiche, è stato effettuato, oltre le abituali riprese fotografiche, il rilievo laser scanner così da acquisire tutte le informazioni prima della chiusura dell’area. La Soprintendenza auspica di poter restituire alla cittadinanza quanto emerso nelle indagini, attraverso un racconto multimediale ed anche, alla conclusione dello studio dei resti ossei e ceramici, con una mostra che possa far conoscere ai cittadini la lunga e articolata storia di questa importantissima parte della città di Viterbo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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