Sospetto furto di ostie per messe nere, don Roberto Baglioni: "L'occulto è solo un anfratto rimasto privo della luce di Dio"
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VIGNANELLO - Sulla faccenda è intervenuto anche il vescovo che ha disposto che non si conservi più la riserva eucaristica nella chiesa di San Sebastiano e fissando tra un mese una messa di riparazione.

VIGNANELLO – Centinaia i messaggi di solidarietà al parroco don Roberto Baglioni e all’intera comunità di Vignanello, scossa dal furto sacrilego delle ostie dalla chiesa di San Sebastiano.

“Grazie a tutti per la fraterna vicinanza e la preghiera. Centinaia di messaggi da ogni parte, di solidarietà al parroco e alla comunità di Vignanello. Lasciamoci affascinare da Dio! L’occulto è solo un piccolo anfratto rimasto privo della sua ammirabile luce”, così don Roberto Baglioni torna a commentare i fatti che si sono consumati nella notte tra sabato e domenica. Quindi cita il Vangelo di Luca: “Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace”. 

L’ipotesi più convincente è che si tratti di un furto legato ai meccanismi del satanismo e delle messe nere. Una volta sfondata la porta della chiesa i ladri si sono recati al tabernacolo, hanno scardinato e staccato di netto lo sportello e sottratto la pisside piena di ostie ma anche la teca contenente l’ostia magna e utilizzata per l’adorazione.

Sulla faccenda è intervenuto anche il vescovo che ha disposto che non si conservi più la riserva eucaristica nella chiesa di San Sebastiano e fissando tra un mese una messa di riparazione.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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