Sos Terme dei Papi, il problema della 'Callara' rischia di rovinare la stagione dei fanghi
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Dalle Terme dei Papi un sos sulla stagione dei fanghi, che inizia il 16 marzo. A lanciare l'allarme i sindacati, che temono danni alla società e il rischio di non assunzione dei 50 stagionali ogni anno impiegati nel servizio. A originare il problema il danno alla sorgente del Bullicame, causato dai lavori al pozzo San Valentino.

Sos dalle Terme dei Papi sulla stagione termale. A rendere noto il problema le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascar Cisl e Uiltucs Uil. A rischio il buon esito della stagione dei fanghi, il cui inizio è il 16 marzo. A rischiare di comprometterla i problemi sulla “Callara” del Bullicame, originati dai lavori sul pozzo San Valentino.

Potrebbero verificarsi ingenti danni economici per lo stabilimento, con il rischio che tutto il personale assunto in maniera stagionale per il servizio resti a casa. Un problema che minaccia il futuro lavorativo di ben 50 persone.

“Nell’incontro con il Comune di Viterbo, da noi richiesto, per capire lo stato dell’arte della vicenda l’assessore Antonio Delli Iaconi ci ha garantito che i lavori per il ripristino della Callara sarebbero iniziati e terminati entro il 21 marzo e comunque prima dell’apertura della stagione termale indicata nel 16 marzo. Proprio per non creare problemi soprattutto ai lavoratori”, così i sindacati.

“A oggi – continuano – dobbiamo constatare che purtroppo le cose non stanno andando come ci è stato detto. Pur apprezzando l’impegno dell’assessore, i tempi di ripristino della Callara sono molto lunghi e infatti a oggi non abbiamo nessun segnale che garantisca l’apertura della stagione termale e che si possano mantenere almeno gli attuali livelli occupazionali. E dire che secondo il direttore della miniera quei lavori si possono completare in un paio di giorni.

Non vogliamo che i lavoratori siano strumentalizzati, ma se i lavori non verranno effettuati in tempi rapidi ci vedremo costretti a manifestare sotto al Comune a tutela dei posti di lavoro e dello stabilimento che ricordiamo è proprietà del Comune e quindi un bene della città”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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