“Sono guarito dal Coronavirus, ma ho fatto un esposto alla procura”
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VITERBO – La storia dell'operatore sanitario Fausto Clarioni:"Voglio andare fino in fondo alla vicenda"

VITERBO – Ammalarsi di Covid per fare il proprio dovere. Cercare la verità per sapere se tutto questo si sarebbe potuto evitare. La storia di Fausto Clarioni.

“Mi chiamo Fausto Clarioni, sono un operatore sanitario. Volevo comunicare ad amici conoscenti e parenti la mia avvenuta guarigione dal Covid-19.

Io e la mia famiglia abbiamo passato giorni difficili… è stata dura… soprattutto psicologicamente. Appena mi è stato comunicato di essere positivo al Covid-19 ho temuto per i mie cari con il pensiero fisso di averli contagiati.

Ho cominciato a pregare nostro Signore essendo io credente, ma non praticante, credo nella chiesa solo come casa del Signore e non certo nel sistema e tanto meno, anzi e soprattutto a chi la rappresenta (dico questo per esperienze vissute sulla mia pelle), e sono sicuro che il Signore mi abbia ascoltato perché tutti i miei cari sono risultati negativi al tampone.

Anche se alcuni di loro si sono sottoposti al test sierologico e lo stesso ha evidenziato lo sviluppo degli anticorpi, adesso anche il resto della famiglia si sottoporrà al test… e poi vedremo.

Ora però voglio andare fino in fondo a questa vicenda perché non mi interessa sapere dove ho contratto il virus, né quando, né come l’ho preso, però voglio sapere se si fosse potuto evitare tutto questo.

Non accuso né colpevolizzo nessuno, ma di certo farò un esposto alla Procura delle Repubblica per fare luce sulla vicenda dato che quando mi chiamerà il magistrato avrò qualcosa da dirgli e da mostrargli al riguardo. Siccome questa vicenda ha toccato anche le persone che amo andrò fino in fondo e non mi fermerò davanti a niente e nessuno.

Colgo l’occasione per ringraziare i miei famigliari qualche amico e i volontari della croce rossa di Viterbo”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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