Sono 299 le persone che nel Viterbese hanno perso la vita per il Covid-19
Coronavirus
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VITERBO - Sono circa 300 le persone residenti o domiciliate nella Tuscia che hanno perso la vita per il Covid-19 nella Tuscia dall'inizio della pandemia. 

VITERBO – Sono circa 300 le persone residenti o domiciliate nella Tuscia che hanno perso la vita per il Covid-19 nella Tuscia dall’inizio della pandemia. 

Da marzo a oggi una triste conta che si è fermata nel calcolo dell’ultimo bollettino dell’Azienda Sanitaria Locale al numero 299. Lo 0,1% circa della popolazione residente su tutto il territorio provinciale ma un numero dietro al quale troviamo persone con i loro affetti, le proprie storie e in diversi casi anche tanti anni potenzialmente ancora da vivere. La quota maggiore di questi 299 è costituita da over 80 ma non sono mancati purtroppo casi anche di cinquantenni che sono mancati a causa di un quadro clinico già complicato dove il Covid ha dato il colpo di grazia. 

Come non ricordare il 58enne Sario Ricci, noto nel capoluogo per gli eventi e iniziative organizzate negli anni. 9031 sono le persone che da marzo, su tutta la Tuscia, hanno dovuto fare i conti con il Covid e sono riuscite a superarlo. Nel più dei casi con leggeri fastidi e facendo fronte al solo ostacolo della quarantena obbligatoria. Dall’isolamento fiduciario invece sono 15.240 persone. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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