Sondaggio da social - Caffeina cambia la città? Più di mille risposte, 82% sì e 18% no
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"Caffeina cambia la città?". Più di mille risposte: 82% sì, 18% no. Non si tratta di un vero sondaggio scientifico ma di un sondaggio da social, comunque capace di inquadrare un umore. 

di Roberto Pomi

 

“Caffeina cambia la città?”. Più di mille risposte: 82% sì, 18% no. Non si tratta di un vero sondaggio scientifico ma di un sondaggio da social, comunque capace di inquadrare un umore. 

A pubblicarlo il direttore artistico di Caffeina Filippo Rossi, che in questi ultimi tempi sta facendo parlare parecchio di sé. Inevitabile quando si fanno le cose. Che poi possono essere fatte bene come male. Questo dipende dai fatti e dai “giudici” di turno. 

La città capoluogo ha ancora negli occhi la notte di Capodanno appena trascorsa. Un centro storico pieno e un’offerta  di svago e intrattenimento data a tanti cittadini e turisti. Un’onda emotiva che certo spinge verso una risposta positiva al quesito. Al punto che appare anche un commento di questo tipo: “Vorrei conoscere quel 20% che ha detto no che problema hanno”. C’è chi si spertica in lusinghe e parla di “sogno fatto vivere alla città”. Poi c’è chi porta altre riflessioni: “Caffeina è il profumo che si mette uno che non si lava. Quando finisce l’effetto torna la puzza. Non è cambiamento. È illusione, stupenda, ma poi finisce e la realtà riappare”.

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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