Solo il 2% dei viterbesi si sposta su mezzi green
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VITERBO - La città dei papi fanalino di coda nel dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia pubblicata sul Sole 24 Ore.

VITERBO – Mentre nelle grandi città l’uso di mezzi ecologici e non inquinanti cresce a dismisura, Viterbo si ferma al 2%. 

I dati emergono dal rapporto “Le città elettriche”, il primo dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica) e pubblicato dal Sole 24 Ore.

Milano rappresenta l’eccellenza italiana in fatto di mobilità ecologica. Secondo tale studio entro i prossimi dieci anni il trasporto pubblico locale sarà completamente elettrico, ma già oggi la trazione elettrica copre il 74% dell’offerta.

Dopo Milano, dove gli spostamenti totali del 2018 con i mezzi ecologici sono stati il 52% del totale, c’è Napoli che tocca il 50%. Poi tutti molto sotto la metà, con soltanto sette città che superano il 40%: Bologna, Treviso, Torino, Ferrara, Pisa, Parma e Venezia.

Viterbo è il fanalino di coda. Dei 75 capoluoghi di provincia che hanno fornito i dati necessari a stilare la classifica la città dei papi è infatti l’ultima con appena il 2% di spostamenti su veicoli green che siano biciclette, mezzi elettrici o anche passeggiate a piedi.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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