Solidarietà e vicinanza al movimento politico Per il Bene Comune dopo gli atti vandalici alla sede
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VITERBO - Certi che quanto accaduto sarà presto superato dagli esponenti e militanti del movimento Per il Bene Comune siamo a cogliere l'occasione per esortarli ad andare avanti nel loro progetto.

VITERBO – La notizia degli atti vandalici alla sede dell’Associazione per il Bene Comune e del Movimento Civico Francesco Rocca Presidente ci colpisce e ci lascia interdetti. Cogliamo l’occasione per affermare, come giornale del territorio, la massima solidarietà e vicinanza a Luisa Ciambella, consigliere comunale del gruppo, e agli attivisti del movimento. 

Da quanto appreso con un pennarello rosso sarebbero state lasciate, nel pomeriggio di lunedì, delle scritte ingiuriose sulla porta della sede. Condanniamo come vile e insensato il gesto nelle specifico, così come abbiamo sempre condannato simili avvenimenti rivolti verso qualsiasi altra forza politica. 

Chi si occupa di politica sul territorio lo fa sempre in un’ottica di contribuire alla crescita di un paese, di una città, di una provincia e di una comunità. Lo fa sottraendo spesso tempo e risorse ai propri affetti, al proprio mestiere o più banalmente ai propri hobby. La politica è una forma alta di partecipazione al progresso della cosa pubblica e chi fa politica merita il massimo rispetto. 

Si può non essere d’accordo su singole questioni, su visioni di fondo, persino su alcuni valori ma non si può mettere in discussione il rispetto dovuto a tutte le forze politiche e a tutte quelle persone che si dedicano con passione e impegno a rappresentare i cittadini all’interno delle istituzioni. Certi che quanto accaduto sarà presto superato dagli esponenti e militanti del movimento Per il Bene Comune siamo a cogliere l’occasione per esortarli ad andare avanti nel loro progetto.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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