Tutti in Piazza San Lorenzo per sostenere la Facoltà di Agraria. Simona Ventura madrina dell'evento
Simona Ventura foto Facebook
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Viterbo si stringe attorno alla sua università ferita: oggi in Piazza San Lorenzo, un abbraccio collettivo per dire “Non sarai mai sola” e aiutare la Facoltà di Agraria a rinascere dalle ceneri.

VITERBO – La comunità viterbese è pronta a sostenere l’Unitus. Oggi, martedì 10 giugno alle ore 18, in Piazza San Lorenzo i cittadini si ritroveranno per l’iniziativa “Non sarai mai sola”, evento simbolico e concreto a sostegno della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, duramente colpita dall’incendio divampato lo scorso 4 giugno.

Proprio dalla società civile parte l’iniziativa: ristoratori, enologi, cittadini, ex studenti, uniti dal desiderio di restituire qualcosa a chi ha formato intere generazioni di professionisti nel settore agricolo e agroalimentare. Un gesto di vicinanza verso docenti, studenti e ricercatori che, in poche ore, hanno visto compromessa la propria quotidianità accademica.

Un sentimento condiviso, un aiuto concreto per sostenere quel luogo che tanto ha donato a professionisti e non solo. A supporto di questa causa, è stata lanciata la campagna di raccolta fondi su GoFundMe, che ha già riscosso un’ampia partecipazione. La madrina dell’iniziativa è la nota conduttrice Simona Ventura, che ha messo il suo volto e la sua voce al servizio della solidarietà.

Il link per contribuire è attivo e accessibile a tutti:
https://www.gofundme.com/f/non-sarai-mai-sola-unitus

L’evento vedrà la presenza di numerosi ospiti e ad ognuno è chiesto di portare ciò che può: un contributo, una parola, una testimonianza. A sostegno dell’iniziativa si sono unite anche associazioni di categoria, enti locali, Slow Food e molte realtà territoriali, a conferma di quanto il legame con l’ateneo sia profondo e autentico.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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