Sogna santa Rosa e la Macchina, poi si sveglia dal coma e viene a Viterbo per pregare
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VITERBO - Per la giovane anna, 46enne, un incontro con il sindaco Giovanni Arena all'interno della stanza rossa di Palazzo dei Priori. 

VITERBO – In coma per 80 giorni perde tutti gli arti, a causa di una necrosi, e prima di svegliarsi dal coma sogna santa Rosa e la Macchina senza averne mai saputo l’esistenza. Così Anna Leonori è venuta ieri nel capoluogo della Tuscia, per pregare la patrona viterbese a pochi giorni dalla sua festa.

Per la giovane anna, 46enne, un incontro con il sindaco Giovanni Arena all’interno della stanza rossa di Palazzo dei Priori. 

“È venuta a Viterbo per pregare santa Rosa, perché prima di svegliarsi dal coma ha sognato la Macchina e la santa senza mai averne saputo dell’esistenza”, racconta Arena.

La storia di Anna Leonori è stata raccontata su diversi giornali nazionali. Nessuno ha mai raccontato però del sogno, particolare emerso solo con la visita a Viterbo. 

Tutti hanno raccontato invece la storia incredibile di una giovane a cui nel 2014 asportano un polipo e che si trova a percorrere un vero e proprio calvario. 

“Nel 2014 a Terni – racconta Anna alla giornalista del Corriere della Sera Fausta Chiesa – mi hanno asportato un polipo e all’ospedale di Terni tutti dicevano che fosse quasi sicuramente benigno. Ma all’esame istologico mi sento dire che invece era maligno, di un quarto grado infiltrante (gravissimo) e che era coinvolta tutta la vescica. Così sono andata all’ospedale a Roma. Lì hanno ripetuto la prova dei vetrini e il risultato è stato lo stesso: quarto grado infiltrante. Mi hanno asportato la vescica, l’utero e le ovaie. Ma l’esame istologico degli organi ha dato esito completamente negativo. Io mi sono ritrovata senza i miei organi e con una vescica artificiale, che mi ha provocato una serie di infezioni. A maggio 2017 il primo campanello d’allarme con un ricovero per fortissimi dolori addominali. Torno al Regina Elena dove cercano un tumore al peritoneo, ma l’esame istologico in laparoscopia dà esito negativo”.

“A ottobre – continua – i dolori atroci si ripresentano. E il ricovero per setticemia, un’infezione sistemica. «Sono stata in coma per 80 giorni, è iniziata la necrosi agli arti e sono stata portata in ritardo al centro grandi ustionati di Cesena, dove mi hanno asportato tutti e quattro gli arti”.

Oggi Anna ha quattro protesi, un grande coraggio e un’immensa voglia di vivere. A influire positivamente l’incontro con la campionessa italiana Bebe Vio. Il tre settembre sarà ospite di Palazzo dei Priori per assistere al Trasporto.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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