Soccorso alimentare, a Viterbo arrivano 416mila euro
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VITERBO - Al capoluogo della Tuscia sono destinati 416mila euro per il cosiddetto bonus-spesa. Una misura emergenziale, prevista dall'ultimo DPCM del 29 marzo, con cui il Governo ha inteso dare liquidità a tutti i comuni d'Italia per sostenere la parte più fragile della popolazione.

VITERBO – Al capoluogo della Tuscia sono destinati 416mila euro per il cosiddetto bonus-spesa. Una misura emergenziale, prevista dall’ultimo DPCM del 29 marzo, con cui il Governo ha inteso dare liquidità a tutti i comuni d’Italia per sostenere la parte più fragile della popolazione.

Non si tratta di un provvedimento da spalmare in maniera unitaria su tutta la popolazione di ogni comune.

Operazione matematica che invece in queste ore è stata sostenuta, con mistificazione della realtà e rischio di innalzamento della tensione sociale, da diversi esponenti della politica del territorio.

L’attuale crisi viene vista, in maniera fatale (anche per i propri consensi) da diverse persone come una tigre da cavalcare politicamente.

Questo diventa preoccupante quando a giocare il ruolo di “insugatori di popolo” sono figure che giocano ruoli chiave all’interno delle istituzioni.

Giocare col fuoco rischia di bruciare certi novelli aspiranti apprendisti stregone. Anche perché poi diventa difficile spiegare perché 416mila euro per un provvedimento del genere sono briciole e allo stesso tempo il Comune di Viterbo strombazza la cifra analoga di 500mila euro come straordinario capitolo di bilancio per fare fronte all’emergenza coronavirus.

Anche in questo caso, volendo utilizzare in maniera strumentale la matematica, si tratta di 8 euro e 33 centesimi a viterbese.

E se qualsiasi cittadini iniziasse a leggere con questo metro il prossimo bilancio comunale ne uscirebbe fuori una barzelletta. Dividendo per 60mila la cifra stanziata nelle politiche sociali quanti euro a viterbese è in grado di mettere l’amministrazione Arena? E per il verde pubblico? E per le politiche culturali?

Non è tempo da apprendisti stregoni ma è tempo di serietà. Anche perché senza serietà certi, fino a ieri, enormi capitali di consenso fanno presto a essere mandati in fumo. 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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