Slow Food Village: l’economia circolare ci salverà?
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Il Rettore Ruggieri e il presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale alle 19.30 di giovedì 29 giugno in piazza dei Caduti

L’economia circolare ci salverà? Allo Slow Food Village si cerca la risposta a una domanda che potrebbe cambiare il mondo. Giovedì 29 giugno alle 19.30 in piazza dei Caduti a Viterbo è in programma il dialogo tra il presidente di Slow Food Italia Gaeatano Pascale e il magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Tuscia Alessandro Ruggieri su un tema di estrema attualità. L’incontro sarà moderato da Marica Di Perri.

L’approccio dell’economia circolare consiste nel tentativo di passare da un modello di semplice riduzione dell’impatto ambientale delle politiche economiche e produttive a un modello che mira alla creazione di valore con dei benefici da tutti i punti di vista: sociali, ambientali ed anche economici. Anche la Commissione Europea nel 2015 si è espressa adottando un nuovo Piano d’azione che prevede, tra le altre cose, interventi in tema di ciclo dei rifiuti, utilizzo di fertilizzanti e risorse idriche. L’appuntamento alle 19.30 nell’Arena di piazza dei Caduti.

Per maggiori informazioni www.slowfoodvillage.it.

Il programma di giovedì 29 giugno

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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