'Sleeping Beauty', Quartieri dell'Arte alla Rocca Albornoz
Foto Quartieri dell'Arte Viterbo
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VITERBO - Spettacolo scritto da Carolina Balucani e diretto da Fabrizio Arcuri che guida in scena i protagonisti Vincenzo Crea, Andrea Palma, Dajana Roncione e Maria Roveran, aiutati dalle scene di Rosita Vallefuoco e i video Luca Brinchi, per una produzione Fondazione La Biennale di Venezia, Cranpi, La Corte Ospitale.

VITERBO – Sabato 14 e domenica 15 settembre presso il cortile della Rocca Albornoz di Viterbo andrà in scena ‘Sleeping Beauty’, spettacolo scritto da Carolina Balucani e diretto da Fabrizio Arcuri che guida in scena i protagonisti Vincenzo Crea, Andrea Palma, Dajana Roncione e Maria Roveran, aiutati dalle scene di Rosita Vallefuoco e i video Luca Brinchi, per una produzione Fondazione La Biennale di Venezia, Cranpi, La Corte Ospitale.

Il testo di Carolina Balucani è un fiume in piena di parole. Le scene procedono per accumulo al punto che è impossibile immaginare davvero una scenografia per questo spettacolo perché bisognerebbe trasferire il mondo in scena. Anche le didascalie sono così traboccanti di
informazioni che c’è un personaggio che è costretto a raccontarcele. Tutto questo è un esubero di vitalità, la vitalità che gli adolescenti hanno nell’ affacciarsi alla vita, con tutte le loro paure e la loro voglia di vivere.

Hanno però come la bella addormentata nel bosco tutti una ferita, e la ferita in questo caso è metafora del rapporto con i genitori e il rapporto con la propria identità che impedisce loro di prendere il volo gli impedisce di esprimersi nella loro reale potenzialità. È la storia di molti e di molte che non vedono con fierezza il futuro e lo temono.

Una metafora sui cigni in volo mentre emigrano chiosa il testo. Lascia intravedere una possibilità per tutti nell’essere comunità. Una comunità che si occupa di ogni singolo elemento e che non lo lascia indietro e che si organizza affinché ogni cosa sia condivisa. Tutto inizia in una sala da ballo e gli spettatori sono invitati a partecipare alla festa. Poi la festa finisce e inizia la notte una notte piena di incubi e di sogni rivelatori.

All’alba uno stormo di cigni da’ inizio a una nuova giornata. Proiezioni e schermi faciliteranno la creazione dei diversi ambienti e l’interpretazione degli attori ci aiuterà a entrare in intimità con loro e a ricevere queste piccole confessioni notturne che sono sofferenza ma anche liberazione.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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