Sito stoccaggio scorie nucleari, Battistoni (FI): "Nel documento valutazioni assurde"
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ROMA - "Parliamo di siti che dovranno ospitare 78.000 metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media entità, ed anche 17.000 metri cubi di rifiuti ad alta intensità radioattiva".

VITERBO – “E’ stata pubblicata questa notte, nel totale silenzio del governo, la mappa delle aree geografiche che potranno ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi italiani. Inizia ufficialmente il percorso che porterà all’individuazione dei luoghi di conferimento dei rifiuti radioattivi a bassa media ed alta entità – così il senatore viterbese di Forza Italia Francesco Battistoni -.

Con grande sorpresa ci siamo ritrovati dentro questa “Carta delle aree potenzialmente idonee” con un pezzo di provincia di Viterbo: Montalto di Castro, Ischia di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia ma anche Viganello, Gallese e Corchiano.

Parliamo di siti che dovranno ospitare 78.000 metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media entità, ed anche 17.000 metri cubi di rifiuti ad alta intensità radioattiva.

Chi ha fatto queste assurde valutazioni, individuando la nostra provincia come potenziale sito di stoccaggio, ha fatto un grave errore. Il nostro territorio ha già ampiamente dato il suo contributo alle cause energetiche ed alle esigenze in materia di rifiuti dell’intera regione: abbiamo una centrale con cui facciamo i conti da anni a Montalto di Castro, smaltiamo tonnellate di rifiuti di parte di Roma e di tutta la provincia di Rieti, abbiamo assistito alla costruzione di parchi eolici senza conseguenti benefici energetici per le nostre comunità, c’è stata una colonizzazione del fotovoltaico a dispetto dell’agricoltura, ci sono progetti geotermici ad alta entalpia autorizzati dal governo in attesa di giudizio del Tar, c’è un progetto fermo in Regione per la realizzazione di un inceneritore a Tarquinia.

Se qualcuno pensa che questo territorio sia in vendita, si sbaglia di grosso. Non solo faremo una dura opposizione sulla vicenda dei rifiuti radioattivi, ma utilizzeremo tutte le risorse in nostro possesso per ostacolare il percorso che potrebbe vederci protagonisti in negativo. Abbiamo un immagine da tutelare, un ecosistema da preservare, un’economia da difendere. Dallo stato accetteremo, d’ora in avanti, solo e soltanto progetti di crescita, niente altro”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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