Sistemi antincendio, in arrivo tre milioni di euro dalla Regione per gli ospedali viterbesi
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Nel dettaglio, per la provincia di Viterbo sono stati ricavati 2,7 milioni di euro, con i quali sarà possibile intervenire sugli ospedali Santa Rosa (Belcolle, 1,9 mln), di Tarquinia (298mila euro), Acquapendente (141mila euro), Civita Castellana (225mila euro) e sul poliambulatorio di Orte (145mila).

REGIONE LAZIO – “Sono stati destinati circa 3 milioni di euro per l’adeguamento alle normative antincendio degli ospedali della Tuscia”. A renderlo noto, in una nota, il consigliere regionale Giulio Zelli, presidente della commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio.

“La giunta Rocca – spiega Zelli – ha provveduto alla rimodulazione dell’intero piano degli investimenti in edilizia sanitaria, sulla base dell’accordo di programma siglato tra il Ministero della Salute e la Regione Lazio. Questa manovra ha consentito di sbloccare complessivamente 47 milioni di euro, che saranno ripartiti tra le varie Asl laziali per finanziare l’adeguamento antincendio nei presidi sanitari ed ospedalieri. Nel dettaglio, per la provincia di Viterbo sono stati ricavati 2,7 milioni di euro, con i quali sarà possibile intervenire sugli ospedali Santa Rosa (Belcolle, 1,9 mln), di Tarquinia (298mila euro), Acquapendente (141mila euro), Civita Castellana (225mila euro) e sul poliambulatorio di Orte (145mila).

Queste importanti risorse – conclude il consigliere – saranno di fondamentale importanza per ammodernare le nostre strutture sanitarie e implementare la sicurezza all’interno degli ospedali. Grazie al lavoro del presidente Rocca e degli assessori, la sanità laziale ed in particolare quella viterbese stanno lentamente ripartendo dopo il disastro lasciato da Zingaretti e dal Pd”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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