Sistema pediatrico viterbese in difficoltà, lettera al sindaco Frontini
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VITERBO - Il sistema pediatrico viterbese annaspa e le famiglie affrontano con grande difficoltà i problemi di salute dei propri figli. Il più delle volte si tratta di cose di poco conto ma, quando si tratta di bambini, anche cose normalmente trascurabili possono rivelarsi piene di incognite e rischi. 

VITERBO – Il sistema pediatrico viterbese annaspa e le famiglie affrontano con grande difficoltà i problemi di salute dei propri figli. Il più delle volte si tratta di cose di poco conto ma, quando si tratta di bambini, anche cose normalmente trascurabili possono rivelarsi piene di incognite e rischi. 

Provate a chiedere a una coppia con figli in età pediatrica. E’ diventato praticamente impossibile riuscire a fare visitare i bambini dal pediatra. Quando accade occorre portare i piccoli all’ambulatorio del medico ed è ormai un ricordo da Libro Cuore quello del dottore che viene a casa. 

La situazione è complessa ed è evidente che i pediatri in servizio attualmente non sono a sufficienza per garantire un buon servizio. La questione è seria e, come giornale del territorio, intendiamo portarla all’attenzione dell’opinione pubblica rivolgendo un invito al sindaco Frontini a interessarsi della problematica. 

Il sindaco è infatti autorità sanitaria locale, chiamato ad esercitare poteri-doveri di controllo, anche preventivo, a tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Chiediamo al sindaco di esercitare la sua funzione e di aprire dei tavoli, nelle opportune sedi, per intervenire su una situazione che sta producendo disagi seri. 

La Asl, dal canto suo, ha cercato di tamponare la criticità attivando presso cittadella della Salute l’Ambufest. In pratica nei fine settimana c’è un pediatra a cui rivolgersi per le emergenze. E’ in pratica, per la stragrande maggioranza di famiglie, l’unico modo per garantire ai propri figli una visita pediatrica. 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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