Siringhe sporche di sangue in pieno centro storico, succede in via San Leonardo
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"Davanti al mio garage… dove entro ed esco con i miei bambini. In pieno centro... ecco a che punto siamo arrivati. Non ho più parole”. Il post della signora che ha denunciato il fatto sulla pagina Facebook di Viterbo Civica.

Siringhe usate e abbandonate in strada. Succede in pieno centro storico a Viterbo, per l’esattezza in via San Leonardo. Poco lontano da San Pellegrino e dalla parte monumentale della città. A sottolineare il fatto una cittadina che ha pubblicato la foto sulla pagina Facebook di Viterbo Civica.

“Davanti al mio garage… dove entro ed esco con i miei bambini. In pieno centro… ecco a che punto siamo arrivati. Non ho più parole”. Il post della signora.

Un punto particolarmente frequentato, soprattutto la mattina. Infatti siamo a poche decine di metri dal Liceo Classico Mariano Buratti.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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