Sipicciano, al via le visite del FAI
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Il FAI svela le bellezze di Sipicciano. Al via le visite guidate da domenica alle 9:30

SIPICCIANO- Domenica mattina, dalle 9,30, il Fai organizza una visita guidata alle emergenze storico-artistiche di Sipicciano, frazione del comune di Graffignano (Vt), un piccolo paese dell’alta Tuscia viterbese, a pochi chilometri dal confine con l’Umbria, ubicato su un altopiano che domina la valle del fiume Tevere.

La visita, in collaborazione con la pro loco di Spicciano, inizierà dal borgo antico originario, che si sviluppa sopra la sommità di una rupe tufacea, e interesserà il complesso della ex chiesa Santa Maria Assunta in Cielo che conserva al suo interno la pregevolissima Cappella Baglioni (sec. XVI), interamente affrescata con la rappresentazione dei miracoli di San Francesco e singolare esempio di pittura tardo-manieristica in area viterbese (XVI sec.), attribuita a Marzio Ganassini.

A seguire, sempre nel centro storico, verrà aperto ai visitatori il palazzo Baronale (sec. XV), dimora delle nobili famiglie che nei secoli hanno dominato il paese e i territori circostanti (Baglioni, Altemps, Barberini, Costaguti), la cui Aula Magna è decorata alla sommità delle pareti con un ciclo di affreschi raffiguranti i membri della famiglia Baglioni, uniti a paesaggi, allegorie e motti di imprese.

La visita proseguirà, fuori dal centro storico, alla chiesa di San Bernardino, già conventino francescano e dedicata al patrono, che custodisce pregevoli affreschi del XIV sec., attribuiti a Piermatteo d’Amelia.
Infine si raggiungerà la Villa Lais, dimora storica settecentesca delle famiglie Fabbrucci-Appolloni-Lais immersa in un parco di piante secolari con annessa la piccola chiesa di San Vincenzo.
Sipicciano, un tesoro della Tuscia da scoprire.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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