“Sindaco, non cambiamo le carte in tavola, l’aumento della Tari l’ha voluto lei”
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VITERBO - Aumento della tassa sui rifiuti. Interviene il consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti.

VITERBO –  Sindaco Arena, non cambiamo le carte in tavola, l’aumento della Tari lo ha voluto lei.

Leggo con stupore che il sindaco Arena, cercando di fare chiarezza sull’aumento della tariffa rifiuti, scarica tutta la colpa sulla Regione Lazio, dicendo che esso sia stato “imposto”.

Mi dispiace caro primo cittadino, nessuno le ha “imposto” niente: è stato lei e la sua maggioranza ad imporre ai cittadini un ulteriore aumento del 7,6% della Tari, è stato lei attraverso le sue scelte che, a mio avviso, risultano essere davvero improprie.

Vede signor sindaco, se, da una parte, è vero che la tariffa di smaltimento in discarica è aumentata da 74 a 136 euro a tonnellata, è altrettanto vero che la decisione di scaricare totalmente questo costo sui cittadini è stata solo e soltanto sua.

E, come per la bolletta Talete, sono soltanto i cittadini a dover pagare (in tutti i sensi) le conseguenze di queste scelte con un ulteriore aumento e trovandosi nella condizione di non potersi difendere.

Amministrare, signor sindaco, non è solo far quadrare i conti scaricando sui viterbesi i maggiori costi; amministrare è altro: è efficentare i servizi, ridurre costi e sprechi, se fosse stato far pareggiare uscite ed entrate non avremmo bisogno di un sindaco e una giunta, ma solo di qualche ragioniere.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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