Sindaco e centrosinistra non dicono il vero: di ottavo assessore ne hanno parlato, ma decide Michelini
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La prima perché è proprio sul turismo che l’amministrazione in questi anni ha spinto molto, almeno dal punto di vista comunicativo per celebrare i propri successi, la seconda perché delicata e coinvolge una serie di questioni legate a procedimenti giudiziari e non in cui il Comune è parte in causa.

In nome della pace va bene tutti, anche il rimpasto. Per la prima volta in 4 anni di amministrazione Leonardo Michelini sembra avere le mani libere. Almeno pubblicamente, nessuno protesta, nessuno spinge, nessuno suggerisce né rivendica. Il sindaco di Viterbo ha carta bianca. Il tema è quello del rimpasto di Giunta che è alle porte.

Non usiamo il condizionale perché un dato è certo. Leonardo Michelini non potrà tenere per sé le deleghe che erano dell’assessore dimissionario Giacomo Barelli. Quella al turismo e quella al contenzioso su tutte le altre, sono le due più importanti.

La prima perché è proprio sul turismo che l’amministrazione in questi anni ha spinto molto, almeno dal punto di vista comunicativo per celebrare i propri successi, la seconda perché delicata e coinvolge una serie di questioni legate a procedimenti giudiziari e non in cui il Comune è parte in causa.

Se ne è parlato poco a carte scoperte. Il nome di Mario Quintarelli non lo ha fatto nessuno pubblicamente, lo abbiamo scritto noi de La Fune perché a noi risulta che sia lui l’uomo individuato dal sindaco Leonardo Michelini per ricoprire il ruolo che fu di Barelli. Se così non fosse, rimpasto però dovrà comunque essere con o senza un nuovo assessore infatti le deleghe difficilmente rimarranno in mano al Sindaco.

Ma se proprio lui dice che l’eventuale nuovo assessore sarà una decisione presa da tutti, tutti gli altri dicono che la decisione spetta solo a lui. Nel classico gioco del teatrino della politica, pochi dicono le cose come stanno evidentemente e in questa piccola contraddizione si celano due verità: la prima è che ne stanno parlando davvero e la seconda che probabilmente il sindaco è per la prima volta, e forse l’unica, libero di scegliere senza pressioni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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