Sindaco Arena, ascolti la signora Pinuccia e prenda nota - VIDEO

VITERBO – Il professor Giulio Della Rocca a piazza San Pellegrino ha intervistato la signora Pinuccia, turista di Monza in visita nella Tuscia. Pinuccia non le manda certo a dire per quanto riguarda il degrado in cui ha trovato la città dei papi.
VITERBO – Il professor Giulio Della Rocca a piazza San Pellegrino ha intervistato la signora Pinuccia, turista di Monza in visita nella Tuscia. Pinuccia non le manda certo a dire per quanto riguarda il degrado in cui ha trovato la città dei papi: “Viterbo è una città bellissima, i viterbesi sono simpatici e accoglienti, mi piace la loro gestualità. Però sono rimasta desolata perché nessuno si prende cura della città. Ho visto disordine e noncuranza. Come si fa a lasciare una città in queste condizioni.? Se volete ve la presto io una scopa per pulire”.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















