Simone Bianchetti, il velista di fama internazionale che passava l'infanzia a Sipicciano
Simone Bianchetti
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GRAFFIGNANO - A Sipicciano da tempo è stato dedicato un parco a suo nome.

GRAFFIGNANO – Sipicciano rende omaggio a Simone Bianchetti il navigatore solitario che amava la Tuscia. Un velista eccezionale, navigatore in solitario che ha circumnavigato il mondo, apprezzato da Cino Ricci e da Mauro Pelaschier scomparso prematuramente esattamente vent’anni fa, il 28 giugno 2003 a soli 35 anni.

Il mare nel sangue ma anche l’infanzia trascorsa a Sipicciano paese che ha voluto citare anche in un suo libro. E sì Simone era un appassionato velista ma anche poeta e scrittore. Domenica 2 luglio alle 17 al Palazzo Baronale di Sipicciano su iniziativa del Comitato dei festeggiamenti sarà reso omaggio a Simone Bianchetti con ina serata e ento presentata dal giornalista e scrittore Maurizio Piccirilli e una mostra di acquarelli ispirati alle poesie di Bianchetti realizzati dall’artista Barbara Migno che lo ha frequentato da giovane. Simone Bianchetti era più di una promessa della vela si era gia distinto in diverse regate già da giovanissimo. Poi la passione per la navigazione in solitario..

Ha partecipato a competizioni internazionali. Nel 1994 alla B.O.C. Challenge; nel 1995 alla Mini Transat; nel 1998 alla Route du Rhum;
nel 1999 alla Transat des Sables (su ruote nel Sahara); nel 2000 e 2001 alla Vendée Globe; è il primo italiano a portare a termine questa regatain solitario senza scali e senza assistenza. Infine nel 2002 e 2003 si classifica al terzo posto all’Around Alone. Il 28 giugno 2003 muore a Savona, all’età di 35 anni. A Sipicciano da tempo è stato dedicato un parco a suo nome.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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