Simona Bencini questa sera sul palco del Jazz Up di Viterbo
JazzUp
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La cantante dei Dirotta su Cuba live a piazza del Gesù con un progetto che rivede in chiave jazz i grandi successi pop

Questa sera nella suggestiva Piazza del Gesù di Viterbo: Simona Bencini in concerto, ospite del JazzUp Festival 2016.

L’idea non poteva venire altro che alla stessa Simona Bencini, lead vocal dei Dirotta su Cuba, la band del funky italiano per eccellenza, che da qualche anno ha scoperto anche la passione per il jazz: reinterpretare in chiave jazzistica la disco music degli anni ’70, più precisamente quella degli anni 1975-1980, un fenomeno sociale e musicale di grande importanza, forse sottovalutato perché tacciato di essere troppo “frivolo”, ma che riuscì a condizionare un’intera epoca.

Accompagnata da ottimi musicisti, Luca Giugno (chitarra), Tony Casuscelli(piano), Massimo Scoca (contrabbasso), Martino Malacrida(batteria), Simona reinterpreta alcuni brani famosi, alleggerendoli da ricchi arrangiamenti, con l’intento di far vivere solo le canzoni, portandole musicalmente e vocalmente in ambito acoustic jazz. Si va dallo shuffle di “September”, degli Earth Wind and Fire, a “Night Fever” dei BeeGees, da “On the radio” di Donna Summer a “Never gona give you up” di Barry White. Un invito a superare i generi e le loro classificazioni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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