Simona Bencini al JazzUp festival con un progetto "borderline"
Bencini
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La storica voce dei Dirotta su Cuba arriverà a Viterbo il prossimo luglio per il progetto crossover “Jazzin on the dance floor”

Simona Bencini ospite del JazzUp Festival. La cantante arriverà a Viterbo il 3 luglio quando salirà sul palco per il progetto crossover “Jazzin on the dance floor”. La storica voce dei Dirotta su Cuba è stata ospite di Radio Verde ieri mattina, dove ha cantato in diretta in anteprima anche il ritornello del nuovo singolo inciso dopo la reunion con il gruppo che l’ha portata alla ribalta che si intitola “Sei tutto quello che non ho” e che uscirà il prossimo 10 giugno.

A Viterbo porterà però uno dei suoi tanti progetti legati al mondo del jazz. “Una formazione che arriva dall’area del Lago Maggiore – spiega – e che porta un repertorio particolare. Io vengo dal funky e dalla musica dei tardi anni ’70 e così abbiamo pensato di rielaborare in chiave smooth jazz e jazz, alcuni dei pezzi storici della disco music”. E così si potranno ascoltare versioni jazz di pezzi storici come “Night Fever” dei BeeGees, “On the radio” di Donna Summer e “Never gona give you up” di Barry White.

Un modo per strizzare l’occhio ad un pubblico più ampio rispetto a quello che il jazz solitamente abbraccia. “È un sound accattivante anche per chi si vuole avvicinare al jazz. È una sorta di step intermedio. D’altronde – aggiunge – io non sono una jazzista toutcourt, sono borderline. Sto sulla linea di confine da sempre. Sono sempre stata – scherza – troppo pop per essere funky, e troppo funky per essere pop”.

L’avvicinamento al jazz viene però da lontano. Dai primi anni duemila quando, appena iniziata la carriera da solista, Simona Bencini inizia una collaborazione con Stefano Bollani che le ha fatto scoprire un mondo nuovo. Una conoscenza che ha portato la Bencini a pubblicare alcuni dischi e ad avere alcune formazioni jazz, tra queste, appunto, “Jazzin on the dance floor” con la quale salirà sul palco del JazzUp Festival il prossimo 3 luglio.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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