Silvio Berlusconi è morto
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MILANO - Silvio Berlusconi è morto. Una notizia che è storia perché, al di là di come la si voglia pensare, Berlusconi ha scritto parti importanti della storia d'Italia. 

MILANO – Silvio Berlusconi è morto. Una notizia che è storia perché, al di là di come la si voglia pensare, Berlusconi ha scritto parti importanti della storia d’Italia. 

Era tornato al San Raffaele lo scorso venerdì, dopo 45 giorni di ricovero – finiti poche settimane fa – per una polmonite e una forma di leucemia. Aveva 86 anni.

Nella sua vita ha segnato profondamente il sistema della comunicazione e della politica italiani. 

Tanti i rapporti di Berlusconi anche con il Viterbese. Negli occhi di molti le immagini della prima campagna elettorale da candidato sindaco di Giulio Marini quando a “benedire” la discesa in campo del “bandolero stanco” venne proprio lui: il numero uno, il Cavaliere, il “Berlusca”. Un PalaMalè strapieno ad accoglierlo, negli anni d’oro di Forza Italia e del Pdl. 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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