Silvia Stavagna arbitro della finale di un torneo internazionale giovanile
silvia stavagna
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VITERBO - Oggi alle 11 nel campo sportivo "Aristide Paglialunga" di Fiumicino.

VITERBO – Sarà l’arbitro viterbese Silvia Stavagna a dirigere la finale del torneo internazionale giovanile femminile “Il calcio è Rosa”, che si terrà oggi  21 febbraio alle 11, nel campo sportivo “Aristide Paglialunga” di Fiumicino.

I nomi delle finaliste si decideranno con gli ultimi incontri che si terranno oggi pomeriggio. Molto probabilmente, vista la classifica provvisoria, in finale si affronteranno le nazionali di Inghilterra e Kosovo.

L’arbitro Silvia Stavagna ha 21 anni, dirige gare da quando ne aveva 15, frequenta il terzo anno della facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Sarà coadiuvata nella direzione della finale dalle assistenti Eleonora Capece e Beatrice Neroni, entrambe della sezione Aia di Ciampino.

“Mi sono sentita con le due colleghe assistenti – dice Silvia Stavagna – siamo pronte e determinate. Ringrazio il presidente Giulio Dobosz e tutto il Comitato Regionale Arbitri per questa importante designazione.”

Molto soddisfatto Luigi Gasbarri, presidente della sezione di Viterbo dell’Associazione Italiana Arbitri. “Siamo orgogliosi di avere Silvia tra i nostri associati – dice Gasbarri – una ragazza tenace che, con grande impegno, è giunta a dirigere gare di Eccellenza. Inoltre, è una figlia d’arte, perché il padre Paolo è stato arbitro e osservatore arbitrale e attualmente è componente della Commissione Disciplina Nazionale dell’Aia.

La direzione della finale di venerdì – conclude Gasbarri – è il giusto riconoscimento a una ragazza che nei campi sportivi italiani tiene alto il nome della città di Viterbo e dell’Aia”.

Associazione italiana arbitri
Sezione di Viterbo

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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