Signori (Confartigianato): "Errore considerare le donne come una specie da proteggere"
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"Ancor oggi in alcune aree del mondo la donna deve ancora vedere riconosciuta appieno la propria dignità, che non è quella che spesso viene erroneamente identificata nella ricerca di una mera “uguaglianza” con il sesso maschile, ma quella di essere ”liberamente” donna".

VITERBO – ”L’8 marzo è la ricorrenza di un episodio in cui, a seguito di un incidente sul lavoro, persero la vita moltissime donne lavoratrici. Dopo quell’evento siamo soliti ricordare in questa data la giornata per la rivendicazione dei diritti delle donne. Ma un sottile filo di lana contraddistingue la festa dal riconoscimento delle naturali e pregiate peculiarità delle donne – così Stefano Signori, presidente Confartigianato Imprese di Viterbo -.

In una società che vorrebbe tutto il genere umano uguale, senza più distinzioni culturali, ideali, di pensiero e di sesso, di religione, la consapevolezza delle differenze impresse dalla natura diviene, per tutti gli uomini e in particolare per le donne, il più profondo e indispensabile elemento di emancipazione.

Ancor oggi in alcune aree del mondo la donna deve ancora vedere riconosciuta appieno la propria dignità, che non è quella che spesso viene erroneamente identificata nella ricerca di una mera “uguaglianza” con il sesso maschile, ma quella di essere ”liberamente” donna.

Un grande errore della società, della politica, del mondo del lavoro nei confronti delle donne è considerarle come una “specie” da proteggere. Le donne non hanno bisogno di essere ‘mortificate’ dalle quote rosa, ma semplicemente di vedere riconosciuta la loro libertà di essere donne.

Le “grandi donne”, che non sono solo quelle celebri e famose, ma quelle che ogni giorno affrontano con tenacia le sfide, le gioie e le gratificazioni della vita, sono quelle che si realizzano senza necessità di quote a parte. Imprenditrici che solitamente sono donne, sono mamme, sono lavoratrici, sono costantemente e tutti i giorni impegnate attraverso il loro ruolo per una società migliore. Approfittando di questo giorno, Confartigianato augura a tutte le donne, e non solo per oggi, una vita ricca di soddisfazioni e di scelte libere, dimostrando ulteriormente quanto le donne, vuoi per piacere vuoi per necessità, siano in grado di accettare tenacemente la sfida della vera emancipazione”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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