Signori (Assonautica): "Pari dignità tra mobilità elettrica su acqua e su strada"
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VITERBO - "Il governo - continua Signori - deve adoperarsi anche per l’aggiornamento della normativa, con lo stesso impegno che mette per la mobilità su ferro e su gomma".

VITERBO – “La mobilità elettrica su acqua deve avere pari dignità rispetto a quella su strada, perché il futuro è nello sviluppo della nautica elettrica e di tutte le forme di energia alternative. C’è molto interesse intorno alle barche elettriche, specie per le acque interne. E’ pertanto necessario che si avviino campagne di sostegno per incentivare le imprese a investire nella mobilità elettrica su acqua, a iniziare dalle colonnine per il rifornimento” . Così Stefano Signori, presidente Assonautica Viterbo.

“Il governo – continua Signori – deve adoperarsi anche per l’aggiornamento della normativa, con lo stesso impegno che mette per la mobilità su ferro e su gomma. Le propulsioni green, da anni già utilizzate a Venezia per taxi e barche per trasporto merci, dimostrano che la strada dell’energia pulita è l’unica percorribile.

Oggi come non mai i ritardi tecnologici di alcuni mesi si pagano con anni di recupero su segmenti di mercato. Le politiche degli ultimi anni non hanno infatti agevolato il gap creato dai governi precedenti in merito a questo settore. Dovremmo, però, non dimenticare che l’Italia ha una posizione geografica e una predisposizione costiera uniche in Europa”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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