Sierra Leone, gli auguri di Natale di padre Maurizio Boa: "Il vostro sforzo di carità contro ebola è più forte del male"
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Tanti i viterbesi che hanno risposto in questi mesi agli appelli di padre Maurizio Boa, ex parroco del Murialdo, e in prima linea contro ebola in Sierra Leone.

Gli auguri di Natale anche ai viterbesi di padre Maurizio Boa. Ex parroco del Murialdo, oggi è in Sierra Leone. In prima linea contro ebola. I suoi appelli alla solidarietà, lanciati attraverso i social e i giornali hanno prodotto un frutto importante. E in tutto questo c’è anche una piccola goccia proveniente dal capoluogo della Tuscia. Tante le parrocchie, le iniziative di beneficienza e i singoli privati che hanno raccolto fondi per sostenere la missione dell’Opera Murialdo Onlus.

“Tutto questo sforzo di carità sta portando frutti, è più forte del male”, dice padre Maurizio. Oggi il Sierra Leone il contagio è stato circoscritto, la situazione sta migliorando. Non ci sono più i morti per le strade, ci sono letti per tutti, i morti non rimangono nelle case e i centri sono bene attrezzati.

Padre Maurizio ricorda i dieci medici che hanno perso la vita perché infettati dal virus: “Sono martiri ed eroi”. Questo che sta per venire sarà un Natale triste in Sierra Leone. Tanti gli orfani e le vedove con bambini, il virus ha paralizzato anche il sistema produttivo e non c’è lavoro. Il governo ha inoltre vietato i momenti di ritrovo, per evitare il contagio. “Non ci sarà niente delle tradizionali feste di preparazione del Natale. Niente feste in spiaggia, niente tamburi, niente veglia di Natale”, racconta Boa.

Poi l’augurio a tutti di fare un buon Natale e di ricordare che il miglior modo di fare un buon Natale è essere buoni.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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