Sicurezza? Se vedete qualcosa, dite
Foto Giulio Della Rocca
800x120 (1)
Una parente stretta mi ha raccontato che “qualcuno” le ha detto di sospettare che all’interno del cimitero ci sia sia spaccio che attività illecita in generale.

IL CORNER DEL PROFESSORE – La sicurezza è un problema: se vedi qualcosa dì qualcosa. Un post di un’amica, giustamente avvelenata, mi costringe a confrontare la mia idea di Viterbo con la realtà vissuta tutti i giorni da chi ci abita. Se confrontata con la sicurezza di altre città, sia
italiane che ovunque nel globo, è mia ferma convinzione che Viterbo subisca più una “percezione” di mancanza di sicurezza che altro.

È importante il mio punto di vista? No. Avete ragione voi. Chissenefrega se altrove è peggio. Viterbo deve essere sicura. Non abbiamo veri metri di paragone con altro, forse la provincia che comunque è molto più sicura di Viterbo, ma la nostra vita è qui e dobbiamo sentirci tranquilli e non confrontarci con l’Ucraina.

Vogliamo tutti vivere in una città che sia sicura sia per noi che per i nostri figli. Non vogliamo dover arrivare in orari con la luce, o evitare posti perché poco sicuri o addirittura stare attenti al cimitero perché qualcosa può succedere anche lì. La nostra è cultura compagnona e rumorosa, ci piace prendere il caffè con amici e incontrarci in giro. Non deve succedere che un ubriaco ci rovini la serata o che ci siano zone di spaccio attive. Questa è la nostra città, e non solo io ma tutti la teniamo stretta al cuore. Se qualcuno viene a casa nostra o si comporta bene o se ne vada.

Purtroppo non siamo stati educati a combattere la microcriminalità. Non abbiamo mezzi pratici o culturali per lottare. Ci viene in mente che qualcuno debba controllare, che ci debbano essere più forze dell’ordine sotto casa nostra, che altri debbano fare qualcosa. Sono sicuro che le
istituzioni addette almeno ci provano. Non basta. Dobbiamo fare qualcosa.

Va da sé che in tutte le famiglie si debba parlare del problema e di come starne lontanissimo se possibile. Quello che deve prendere piede è un atteggiamento collettivo, purtroppo confuso dalla strana percezione della “privacy” ormai dominante. Magari un avvocato potrebbe spiegarci meglio, mi viene in mente il professor Avvocato Andrea Genovese, luminare in diritto privato, che forse mi può correggere, ma credo che chi commetta un reato perda tutti i diritti alla propria privacy. Se così non fosse ricordatevi bene: quando votate alle politiche,
mandate qualcuno in parlamento a fare le leggi.

Ma a parte le considerazione di privacy, le istituzioni non possono essere ovunque. Dobbiamo aiutarli: se vedete qualcosa dite qualcosa. Questa frase la prendo in prestito dalla campagna contro il terrorismo dopo l’11 settembre. Una parente stretta mi ha raccontato che “qualcuno” le ha detto di sospettare che all’interno del cimitero ci sia sia spaccio che attività illecita in generale. Capisco l’istinto a raccontare a chi ci capita, capisco la voglia della mia amica di fare un post avvelenata ma non servono a nulla. Di sicuro tutte le forze dell’ordine sono sotto organico ma a maggior ragione, le poche risorse a destinazione debbo essere indirizzate dove c’è qualcosa che qualcuno ha visto e non a caso.

Quindi se vedete qualcosa dite qualcosa alle autorità, vanno benissimo i carabinieri. Supponiamo una segnalazione e un intervento mirato che va a segno e che viene preso qualcuno in flagranza di reato. Che succede? Altro problema. Torniamo a chi voterete alle prossime elezioni. Mi sembra ovvio che, se chi colto in flagranza di reato resta in carcere per 24 ore e viene rimesso in libertà, abbiamo un problema di fronte a noi. Quindi attenti ai voti alle prossime politiche ma, nel frattempo c’è una qualche soluzione?

Quella che mi viene sempre in mente è tattica: supponiamo che qualcuno venga preso per qualche motivo. La legge non dice di doverlo rilasciare. Perché non depositarlo al confine del comune, ad esempio a 4 chilometri da Marta? Cioè a 20 da Viterbo? Faccio un esempio pratico. Non sopporto ubriachi e drogati di fronte al supermercato. Esiste un’ordinanza contro il bivacco. Chiamo i carabinieri e segnalo presenza illecita. Loro vengono, li portano in caserma e al momento di rilasciarli li depositano quasi a Marta. Secondo me quell’ubriacone non ci va più di fronte al supermercato. Se non basta una volta si fa sempre. Tre sono le strategie: se vedete qualcosa dite qualcosa; attenti a quello che votate; non li rimettiamo subito in libertà e di certo il più lontano possibile.

800 Monastero
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600
domenicale post
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
aiac_banner_01
Onda
TdP_Inalazioni
POST FB 02
Fune 300x300
monastero interno