Siamo tutti Vincenzo Di Gennaro. Un minuto di silenzio per onorare questo servitore dello Stato
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VITERBO – La redazione de La Fune esprime la propria solidarietà e vicinanza ai famigliari e alla compagna di Vincenzo Di Gennaro, il carabiniere barbaramente ucciso a Cagnano Varano. Chiediamo che prima dell’inizio del prossimo consiglio comunale venga osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria di questo servitore dello Stato.

VITERBO – Il maresciallo Vincenzo Di Gennaro è stato barbaramente ucciso a Cagnano Varano, in provincia di Foggia, perché portava la divisa. Perché era un carabiniere.

Quello che è successo è un fatto di una gravità inaudita poiché il pregiudicato che lo ha assassinato voleva colpire un rappresentante dello Stato e della legge in quanto tale.

La redazione de La Fune, al grido “Siamo tutti Vincenzo Di Gennaro”, si stringe attorno ai famigliari, alla compagna e ai colleghi di Vincenzo esprimendo tutto il proprio sgomento per l’agguato barbaro e vigliacco ad un generoso servitore dello Stato.

Cogliamo occasione per inviare i nostri migliori auguri di pronta guarigione a Pasquale Casertano , il collega di Vincenzo che è rimasto ferito nello scontro a fuoco.

La redazione de La Fune chiede al sindaco, agli assessori e a tutti i consiglieri del Comune di Viterbo di osservare un minuto di silenzio prima di iniziare il prossimo consiglio comunale per onorare e ricordare Vincenzo di Gennaro, un uomo generoso e gentile, un servitore dello Stato, ucciso perché portava una divisa.

 

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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