
di Roberta Migani-Ringel
SPECIALE GIULIA FARNESE – Caro Giulio, il tuo articolo mi è veramente piaciuto. In poche parole trovo sia una riflessione narrativa di un evento storico. Dopotutto anche lo storico
Hayden White, professore all’Università della California a Santa Cruz e docente di letteratura
comparata presso l’Università di Stanford divenuto famoso con la sua teoria della ”Metahistory”, cioè della svolta retorico- linguistica in storia, era dell´opinione che anche la Musa Clio fosse in fondo una ”narratrice”, un´ispiratrice di poeti e aedi.
Descrivi Giulia Farnese come ”paesanotta” e si può dire che il Sanuto ti dà un po´ragione
caratterizzandola come ”intelligente, savia e di dolce carattere”, proprio come il popolo di paese che però con quel ”pizzico” di scaltrezza ne sa più del cittadino.
Detto ciò, ti volevo far presente che Giulia e Orsino Orsini non si sono sposati nel 1490, ma per la precisione il 21 maggio del 1489. Non sono tanto d´accordo quando dici che Giulia visse da reclusa a Santa Maria in Portico, cioè nell’abitazione di Adriana Del Mila. E a dire il vero, non so se si può veramente parlare di amicizia tra Lucrezia e Giulia – ma questo non mi sembra il momento per discutere su questo tema, perché ho una piccola critica da fare e per questo mi scuso in anticipo.
Scrivi che nel 1492, quando Alessandro fu eletto Pontefice, Giulia fosse già la ”concubina” ufficiale del Borgia. Da quel che so io, è l´Infessura che usa questo ”epiteto” per la prima volta, seguito poi a ruota dal Sanazzaro. Il Sanuto e alcuni patriotici nobili veneziani, che erano intenzionati a diffamare Alesssandro VI, che stava facendo del tutto per mettere freno ai progetti ambiziosi della Repubblica di Venezia, arrivano al punto di denominare Giulia ”favorita, amante, creatura del Papa”.
Molto interessante trovo una lettera di Stefano da Castrocaro del 1493 in cui scrive di aver ” sentito dire” che Giulia Farnese venisse perfino denominata ”Sposa di Christo ”. Allo stesso tempo però il Castrocaro ammonisce il destinatario della missiva a non credere a tali dicerie, poiché lui stesso ha ricevuto tali informazioni da un suo conoscente di cui dubita l´ attendibilità.
Tra fonti primarie mancanti, talvolta manipolate e storici che non ritengono necessario rivelarle o si rifanno a colleghi che non si sono preoccupati di accertarsi dell´attendibilità delle fonti secondarie su cui basano le proprie ipotesi, chissà se verremo mai un giorno a conoscenza di come sono andate le cose tra l´affascinante e tanto odiato Alessandro VI e la bella Giulia Farnese?
Io direi, nel frattempo, caro Giulio, lasciati ispirare da Clio e narra il passato come la tua Musa desideri che tu faccia!
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Roberta Migani-Ringel M.A. in Lingue e Letterature Comparate/ Mediavistica


















