Si sono dimenticati il Trasporto del 2014


Tra i manifesti celebrativi e storici delle Macchine di Santa Rosa che si trovano sulle mura cittadine in piazzale Gramsci ha fatto comparsa nei giorni scorsi quelli di Gloria, ma tra le date di quello vecchio manca il 2014.
Macchina nuova, manifesto nuovo: ma manca il 2014, l’anno del Trasporto del dopo Baku. Tra i manifesti celebrativi e storici delle Macchine di Santa Rosa che si trovano sulle mura cittadine in piazzale Gramsci ha fatto comparsa nei giorni scorsi quelli di Gloria, trasportata per la prima volta il 3 settembre scorso. I manifesti però erano fermi al 2013, quando furono istallati per celebrare il Riconoscimento di bene immateriale dell’umanità dell’Unesco. E così il 2014 è diventato un anno fantasma.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















