Si sente male in caserma e muore in ospedale tre giorni dopo
App.Sc_.-Emiliano-Moggi
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VITERBO - Il comandante della Forestale Avanzo: “I suoi organi il suo ultimo dono".

VITERBO – Avverrà oggi a Tolfa la sepoltura dell’appuntato Scelto Emiliano Moggi, carabiniere forestale deceduto sabato scorso all’ospedale Belcolle di Viterbo. Un grave, improvviso malore occorso lo scorso 15 aprile durante il servizio aveva richiesto l’immediato intervento dei sanitari nei locali della caserma in Vejano.

I sanitari intervenuti si sono prodigati instancabilmente nelle procedure rianimatorie per poi trasportarlo all’ospedale di Belcolle dove il militare è stato ricoverato nel reparto di rianimazione: nonostante ogni sforzo è deceduto nella tarda mattinata di sabato 18. Emiliano era apprezzato e stimato da colleghi, amici e, come da innumerevoli testimonianze giunte in questi giorni, dalla comunità di Vejano.

I carabinieri forestali della provincia di Viterbo sono vicini alla moglie Antonella con suo figlio Luca, al padre, al fratello, alla sorella e a parenti e amici, pur non potendo testimoniare questo sentimento come tutti vorrebbero per le attuali restrizioni.

Emiliano aveva preso servizio nel viterbese nel 2008 presso il posto fisso delle Saline di Tarquinia per poi trasferirsi nel 2013 alla stazione di Oriolo Romano.

Nel 2016 la stazione venne spostata a Vejano dove Emiliano ha prestato servizio negli ultimi quattro anni con il suo carattere riservato ma sereno, sensibile ed equilibrato, sempre disponibile e propositivo, punto di riferimento per i colleghi, i superiori e la cittadinanza a cui non mancava di fornire sempre consigli, a testimonianza di uno spirito di servizio improntato al senso del dovere, alla difesa dell’ambiente ma anche alla vicinanza al prossimo.

È anche a testimonianza di questo suo spirito che con il consenso della famiglia si è proceduto all’espianto degli organi, il suo ultimo dono. Ciao Emiliano. 

Colonnello  Marco Avanzo

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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