Si rinnova la tradizione del pesce di Sant’Andrea: cioccolato, marzapane e tante varianti per tutti i gusti
Lombardelli
800 Monastero
VITERBO - Il segretario De Simone “Scegliete i prodotti di qualità realizzati dai cioccolatieri e dai pasticceri viterbesi”.

VITERBO – Nelle vetrine e sui banconi delle pasticcerie e delle cioccolaterie artigiane viterbesi li possiamo trovare già da giorni, proposti in incarti colorati, forme originali e in diverse varianti di gusto. Si avvicina il 30 novembre e Viterbo rinnova la tradizione del pesce di Sant’Andrea, rito di origine antichissima secondo cui nel giorno della ricorrenza del santo pescatore ai bambini – ma anche ai più grandi! – va fatto trovare un pesce di cioccolata.

In base alla tradizione, a Viterbo era l’apostolo pescatore a portare ai bambini il pesce di Sant’Andrea la notte tra il 29 e il 30 novembre: la sera del 29, prima di andare a dormire, i bambini lasciavano per il santo un piattino con dei mandarini sul davanzale della finestra, dove il mattino avrebbero trovato il pesce di cioccolato donato appunto da ant’Andrea. Perpetrandosi nei secoli, il goloso rito ha raggiunto i giorni nostri ed è più vivo che mai: l’usanza, infatti, è
ancora oggi particolarmente sentita a Viterbo, specie nell’antico quartiere di Pianoscarano la cui chiesa parrocchiale è intitolata proprio a Sant’Andrea, ma è diffusa anche in alcuni centri della Tuscia.

Alla Pasticceria Lombardelli la proposta del 2021 è un elegante vassoio confezionato con pesci di cioccolata o marzapane insieme a dolcetti e cioccolatini di vario tipo. Un’idea che rispetta la tradizione ma che apre anche a gusti diversi. Dolci in marzapane sono disponibili poi pure sotto forma di frutti vari, mentre il pesce può essere sostituito anche da bellissime conchiglie di cioccolato di differenti dimensioni. Resta, poi, la tradizionale produzione di pesci di cioccolato
classici, in variante fondente, al latte e bianco.

Alla pasticceria Casantini, nei vari punti vendita e anche presso la Fabbrica del cioccolato, è possibile trovare la classica produzione di pesci di cioccolato al latte, fondente e bianco, ma anche i colorati pesci di marzapane. Tutta la produzione, come ormai da anni, è disponibile anche in versione gluten free.

Oltre ai gusti tradizionali, la Pasticceria Polozzi quest’anno ripropone i pesci al cioccolato fruttato (nelle varianti lampone, frutto della passione e fragola: senza lattosio, senza coloranti o aromi di sintesi, sono realizzati con frutta disidratata), molto apprezzati nel 2020, e le novità Biancoriso e Nocciolino, rispettivamente pesci al cioccolato bianco e riso soffiato croccante (adatti per i più piccoli) e pesci al latte o fondenti con un cuore di nocciole tostate in granella (tutto da sgranocchiare!). Oltre alla forma classica, è possibile anche richiedere pesci palla e pesci pagliaccio.

“L’offerta è variegata e va incontro ai gusti di tutti – commenta Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo -, con anche la possibilità di personalizzare il prodotto. È sempre bello quando una tradizione antica si rinnova, ma la differenza vera la fa la scelta di un prodotto di alta qualità artigiana, realizzato a mano, che è sicura garanzia di gusto e dell’utilizzo di materie prime eccellenti. Manca poco al 30 novembre: non dimenticate di acquistare i pesci di Sant’Andrea approfittando delle varie offerte dei cioccolatieri e pasticceri artigiani viterbesi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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