Si rifiuta di prendere i farmaci e aggredisce dottoressa e infermiere del Serd
polizia
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VITERBO - L'uomo, in cura da tempo presso la struttura, ha iniziato a insultare la dottoressa e a urlare.

VITERBO – Si rifiuta di prendere i farmaci e dà in escandescenze contro una dottoressa e un infermiere del Serd. Momenti di tensione, nella mattina di martedì, al Servizio per le tossicodipendenze di Viterbo.

L’uomo, in cura da tempo presso la struttura, ha iniziato a insultare la dottoressa e a urlare. Le urla hanno richiamato l’attenzione di un infermiere, che è subito intervenuto. A quel punto il ragazzo ha iniziato a essere più aggressivo e lo ha spinto facendolo cadere a terra. L’infermiere è stato portato al Pronto Soccorso. 

Dal Serd è partita quindi la chiamata alla vicina Questura e sul posto sono arrivati tempestivamente gli agenti della volante. Hanno bloccato l’uomo e lo hanno portato in ospedale, riportandolo alla calma.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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