
Non aveva con sé alcune documento. Addosso abiti e scarpe sportivi e nulla di più. Non si sa ancora nulla sul corpo ritrovato ieri in vetta alla Palanzana da un cercatore di funghi che ha lanciato l’allarme. Gli investigatori sospettano si tratti di un uomo, ma solo basandosi su quel poco che rimane di lui, visto l’avanzato stato di decomposizione.
A ridurlo in quello stato con tutta probabilità l’afoso caldo dell’estate, che ha accelerato la decomposizione. Senza contare la continua presenza di animali nel bosco, che potrebbero aver contribuito all’opera. Attualmente solo l’esame del dna può chiarire i dubbi sul sesso e l’identità del cadavere, ma intanto si fanno delle supposizioni.
Si è iniziato a cercare nella lista delle persone scomparse. Tra queste, c’è anche Lucio Ceccarelli, l’agricoltore di 39 anni di Vallerano che i primi di luglio scorso aveva fatto perdere le tracce di sé. Sono passati quattro mesi, se si trattasse di lui il corpo sarebbe sì decomposto, esposto alle intemperie e agli animali selvatici per tutto questo tempo. Effettivamente, poi, era stato visto per l’ultima volta in bicicletta, in località Piangoli, una striscia di terra tra Soriano, Canepina e Viterbo. Quindi potrebbe essere plausibile che Ceccarelli abbia pedalato fino a dove arriva la strada per poi addentrarsi nel meleto. Della bici, comunque, nemmeno l’ombra. Ma è bene ricordare che si tratta soltanto di ipotesi perché in fondo potrebbe trattarsi di chiunque, non necessariamente un uomo residente nella Tuscia, e le informazioni sono troppo frammentarie al momento.
Un altro mistero, poi, infittisce il giallo. Pare che accanto al corpo sia stata trovata una corda che, rimanendo nel campo delle ipotesi, l’uomo potrebbe aver usato per togliersi la vita. Troppo presto però per parlare, a confermare tutto ci penserà la visita del medico legale, al quale è stato già messo a disposizione il corpo nell’obitorio di Viterbo.


















