Si è svolta la cerimonia di consegna dello spadino agli allievi marescialli del 21esimo corso “Esempio”
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VITERBO - “Siate fieri e orgogliosi di questo momento” - queste le parole del generale Pietro Addis comandante dell’istituto di formazione militare viterbese.

VITERBO – Nella giornata di ieri alla caserma Soccorso Saloni, sede della scuola sottufficiali dell’esercito, si è svolta, la cerimonia di consegna dello spadino agli allievi marescialli del 21esimo corso Esempio.

Al termine della cerimonia gli “anziani” del 20esimo corso “Certezza” hanno consegnato lo spadino agli allievi marescialli. Nel suo discorso, il generale di brigata Pietro Addis, comandante dell’istituto di formazione militare viterbese, ha dichiarato: “Siate fieri e orgogliosi di questo momento, la vita militare si fonda su tradizioni che devono essere custodite gelosamente e tramandate ai giovani, affinché si sentano parte integrante dell’unità cui appartengono e contribuiscano, orgogliosamente, a rinvigorirle e a consolidarle ulteriormente“.

La consegna dello spadino simboleggia il passaggio dei valori militari dagli anziani ai giovani che assumono così,formalmente, lo status di allievo maresciallo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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