Si è chiusa la 3a edizione dell'Italian Film Festival a Berlino: "3000 spettatori"
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L’Italian Film Festival chiude con 3000 spettatori. Sono i numeri della terza edizione dell’Italian Film Festival Berlin, l’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di Berlino.

L’Italian Film Festival chiude con 3000 spettatori. Sono i numeri della terza edizione dell’Italian Film Festival Berlin, l’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di Berlino.

La manifestazione si è conclusa ieri domenica 9 ottobre con la proiezione Non essere cattivo di Claudio Caligari al cinema Babylon di Berlino. “Un pubblico caratterizzato da una sempre maggiore presenza tedesca – spiega l’organizzazione – ha assistito numeroso alle dieci proiezioni dei più importanti film italiani dell’ultima stagione facendo registrare nella sala grande del cinema di Mitte tre tutto esaurito in occasione degli incontri con Paolo Virzì e con Vinicio Capossela e della prima berlinese de Lo chiamavano Jeeg Robot”.

Il Festival aveva avuto una anteprima dal 16 al 18 settembre con ospiti Checco Zalone e il regista dei suoi film Gennaro Nunziante in occasione del lancio in Germania di Quo vado?, la premiere tedesca di Fai bei sogni di Marco Bellocchio e il successo della proiezione del pluripremiato documentario Il solengo, girato integralmente nelle campagne di Vejano.

“Questa terza edizione – dicono gli organizzatori del Tuscia Film Fest – ha consolidato ulteriormente il festival e siamo particolarmente felici della forte presenza registrata di pubblico tedesco, segno di quanto la manifestazione si stia radicando sul territorio”. L’organizzazione poi annuncia che già sta lavorando alla quarta edizione in stretto contatto con l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino. “Anche quest’anno – concludono – significativo il supporto ricevuto dalla Regione Lazio che ha ancora una volta visto nel festival un’iniziativa in grado di dare risalto alle eccellenze del territorio”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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