“Si dichiari lo stato di emergenza climatica”
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CORCHIANO - L'opposizione chiede la convocazione di un consiglio comunale sul tema.

CORCHIANO – La questione del cambiamento climatico non può attendere. La politica, anche quella dei piccoli comuni, non può far finta di nulla.

Al contrario, essa deve farsi carico del problema proponendo azioni e strategie tese a mitigare la nostra impronta ecologica sul pianeta. Dunque, dichiarare lo stato di emergenza climatica è quanto chiediamo come consiglieri comunali.

A tale proposito, abbiamo richiesto la convocazione di un consiglio per discutere e approvare una dichiarazione di emergenza a tutela del diritto umano al clima.

Con ciò riteniamo necessario dichiarare l’emergenza climatica per il nostro territorio, messo in pericolo da una volontà incostituzionale del Governo di non impedire nuove opere fossili e climalteranti.

E ancora, chiedere al Governo di dichiarare con la massima urgenza lo stato di emergenza climatica e, conseguentemente, di riformulare tutti i propri programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del clima, così come peraltro previsto dall’Accordo di Parigi del 2015.

Il nostro auspicio è che dal Comune di Corchiano si possa levare una voce per affermare il diritto umano e costituzionale alla salute e a vivere in un ambiente sano e ricco di prospettive. 

Bengasi Battisti
Livio Martini
Paolo Nardi
Paola Troncarelli

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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