Si apre un caso Rossi? Quanto rumore per una intervista!
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All'interno della maggioranza non sono giorni sereni. C'è chi non ha gradito l'intervista di Rossi, presidente del consiglio, sulla riapertura del Museo Civico.

Si apre un caso Rossi? Sembra proprio di sì. All’interno della maggioranza di Palazzo dei Priori il mal di pancia non si attenua e trova nuovi spunti per tornare a pungere.  Pietra dello “scandalo” sembra essere un’intervista uscita questa mattina su Il Messaggero di Viterbo. Intervista sul Museo Civico e sulla sua riapertura, dove a parlare non è l’assessore al ramo ma il presidente del Consiglio comunale.

La faccenda non è andata proprio liscia tra le fila che fanno capo a Leonardo Michelini, diciamo che ha sortito l’effetto di una carbonara in uno stomaco ulcerato. “La sua è una figura superpartes, perché interviene sulla riapertura del museo rivendicando l’azione come propria del suo movimento civico Viva Viterbo?”; “Perché dopo tanto silenzio, silenzio che dovrebbe appartenergli visto l’incarico che ricopre, è riemerso proprio ora e dando dei meriti su quanto sta accadendo (in realtà dà a Barelli semplicemente il merito di aver tolto dalla polvere i quadri di Del Piombo, cosa vera n.d.r) al suo assessore Barelli?”. Queste le perplessità che nella giornata di oggi hanno riempito diverse bocche.

È vero che il clima tra gli uomini politici della città è bello pepato e che basta un qualsiasi pretesto per accendere il fuoco, ma un’osservazione che ci era sfuggita è interessante: Rossi infatti sembra non essere più lui. Negli ultimi mesi sembra essere sceso in coperta, abbassando la sua presenza mediatica. Abbassando anche la sua costanza sui social. Un qualcosa che cozza un po’ con lo stile, comunicativo spinto, con cui ci ha abituato a conoscerlo. Cambio d’identità o assunzione responsabile, con la sola debolezza di oggi, del suo ruolo di presidente del consiglio? Certo che andare su di giri anche per una semplice intervista sembra un po’ troppo, forse serve del Malox. E il caso Rossi? Monterà o rimarrà come il bruciore di un giorno? Agli uomini della maggioranza la decisione. Il dato certo è che il presidente del consiglio in questi ultimi mesi ha mantenuto un profilo basso, tanto da non sembrare più lui.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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