Sì al Testamento Biologico: "un atto di civiltà"
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Via libera al Testamento Biologico. La prima commissione consigliare del comune di Viterbo ha deliberato l’istituzione del registro. La soddisfazione di Solidarietà Cittadina, protagonista di una raccolta firme.

Via libera al Testamento Biologico. La prima commissione consigliare del comune di Viterbo ha deliberato l’istituzione del registro. Il voto, a maggioranza e con il voto contrario anche del consigliere del Pd Arduino Troili. La prima firmataria della proposta era la presidente della commissione Melissa Mongiardo sostenuta anche da una raccolta firme a opera di Solidarietà Cittadina.

Il testamento biologico è l’espressione della volontà comunicata in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.

“Questo testamento – scrive Solidarietà Cittadina – è un atto di civiltà per ogni cittadino che voglia lasciare testimonianza delle sue volontà”. La parola definitiva spetterà ora al Consiglio Comunale.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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