“Si acquisti la Torre di Chia per farne una sede di studi pasoliniani”
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SORIANO NEL CIMINO – L’intervento di Giancarlo Torricelli.

SORIANO NEL CIMINO – Torre di Pasolini in vendita. L’intervento di Giancarlo Torricelli.

“La notizia della messa in vendita della Torre di Chia, alle porte di Soriano nel Cimino, dove Pier Paolo Pasolini visse e scrisse Petrolio e Lettere Luterane dovrebbe suscitare un moto di indignazione, tra quanti, hanno a cuore l’identità culturale e storica di un Paese e di un territorio. 

Pasolini se ne innamorò nel 1964, esplorando la Tuscia mentre girava “Il Vangelo secondo Matteo”, e sei anni più tardi ne diventò il proprietario e elesse la Torre a proprio ritiro negli ultimi anni di vita. 

In fondo, la messa in vendita, a prezzo di mercato, di un luogo così significativo e simbolico della cultura italiana sembra prefigurare uno degli scenari descritti dal grande intellettuale: quello di un Paese, completamente spoliticizzato e privo di memoria storica, incapace di preservare i propri luoghi, le proprie tradizioni, i propri valori materiali e simbolici, sotto la pressione di una modernizzazione senza modernità, dove le uniche cose che sembrano contare davvero sono il mercato, il consumo e i loro simboli. 

Di fronte al rischio che questo bene, così carico di suggestioni, possa finire sul mercato, sarebbe necessaria una mobilitazione delle istituzioni (da quelle di prossimità, comune e provincia), alla regione ed al governo nazionale per trovare le risorse (in fondo, neanche tantissime), affinché la Torre di Chia possa essere acquistata per farne una delle sedi permanenti di studi pasoliniani, un centro studi, collocato nel cuore dell’Alto Viterbese, dove Pasolini, la sua critica alla modernità e al consumismo, la sua denuncia della mutazione antropologica che ne è conseguita, possano essere gli strumenti attraverso i quali provare a raccontare il presente e a ripensare il modello di sviluppo delle aree interne, dove il superamento di antichi insediamenti contadini rischia di lasciare il posto all’abbandono e allo spopolamento.

In fondo, guardare il presente attraverso l’attualità del pensiero pasoliniano può essere anche un modo per provare a ragionare di futuro, in questo contesto pesantemente segnato dalla crisi. 

Da questo punto di vista, questa vicenda può essere davvero un’occasione. 

Ma le istituzioni si diano una mossa!”

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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