Si accendono le cucine della Sagra del Cinghiale di Guardea, sette serate a tavola con la tradizione
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L’estate delle sagre si arricchisce di un altro capitolo gustoso. Archiviato Ferragosto, riparte il trittico dei vari eventi culinari che vedono protagonista un borgo umbro a pochi chilometri da Viterbo. E’ arrivato il momento della Sagra del Cinghiale di Guardea, ventunesima edizione spalmata in sette serate organizzate impeccabilmente dall’associazione Le Aquile.

L’estate delle sagre si arricchisce di un altro capitolo gustoso. Archiviato Ferragosto, riparte il trittico dei vari eventi culinari che vedono protagonista un borgo umbro a pochi chilometri da Viterbo. E’ arrivato il momento della Sagra del Cinghiale di Guardea, ventunesima edizione spalmata in sette serate organizzate impeccabilmente dall’associazione Le Aquile.

Appuntamento con la tranche iniziale da stasera a dopodomani, per riprendere dal 24 fino al 27 agosto. Il menù è una garanzia di tradizione e qualità, come in ogni edizione. Tanto per aprire in bellezza, un antipasto con bruschette miste. Poi, proseguendo, le eccellenze della sagra: pappardelle al cinghiale, nelle varianti rosse e bianche.

Come secondo si punta fortemente sul territorio proponendo il cinghiale alla guardeese e i suoi sapori straordinari. Per una scelta più classica, invece, spiedino misto di carne. E, da provare per contorno, i fagioli con lo spezzatino di cinghiale in umido. Sono presenti nel menù anche patatine fritte, insalata, cocomero e dolce. Tutto accompagnato da vini rossi e bianchi, provenienti da vitigni della zona.

Una cucina che rappresenta il territorio, quindi, proposta con la passione e la genuinità tipiche degli abitanti del luogo. Simpatia e cortesia nel servizio, fornito puntualmente ai tavoli. E un’atmosfera allietata ancora più dalle orchestre animatrici di ogni serata. Ricordando che, tra un colpo di forchetta e balli scatenati, si contribuisce al finanziamento di opere pubbliche importanti per il paese.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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