Shoah, a Tarquinia il ricordo di Semi di Pace onlus
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In ricordo della Shoah Semi di Pace onlus commemora il Giorno della Memoria. Il 19 gennaio, alle 9, nella sala consiliare del palazzo comunale di Tarquinia.

In ricordo della Shoah Semi di Pace onlus commemora il Giorno della Memoria. Il 19 gennaio, alle 9, nella sala consiliare del palazzo comunale di Tarquinia. L’iniziativa si muoverà tra i ricordi delle persone che hanno vissuto le deportazioni nei campi di sterminio, la rigorosa ricostruzione storica, gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, le riflessioni degli studenti delle scuole superiori e il momento di preghiera con gli esponenti delle principali confessioni religiose.

Tra i relatori Elisa Guida, autore de ‘La strada di casa’. Il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah, libro che tenta di far luce su alcuni squarci della storia del rimpatrio, in cui s’intrecciano drammi personali e collettivi, sulla base di una rigorosa analisi delle fonti.

L’architetto Leonardo Proli parlerà dell’esperienza del Mocak, il Museo di arte contemporanea di Cracovia, con il recupero di parte degli edifici della fabbrica di Oscar Schindler. A sottolineare l’importanza dell’evento la partecipazione di Lello Dell’Ariccia, rappresentante di Progetto Memoria, Claudio Procaccia, direttore del Dibac (Dipartimento di Cultura Ebraica di Roma).

Saranno presenti alcune classi dell’IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia e dell’Istituto Santa Rosa di Viterbo. La commemorazione è divisa in due parti. Intorno alle 11, se le condizioni meteo sono buone, ci sarà il trasferimento alla Cittadella per il momento interreligioso di fronte al Memoriale della Shoah. In caso contrario. la cerimonia proseguirà nella sala consiliare. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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